percorso

Le Orto-Grafie sono …. fotografie stampate su terra

 

A chi approccia per la prima volta le mie opere è sempre difficile spiegare cosa siano le Orto-Grafie e cosa significhi stampare una foto su terra. La mancanza di modelli di riferimento complica la capacità d’immaginare la forza espressiva di questo sperimentale percorso e quindi non è facile  trasmettere – se non con una visione diretta – quella particolare empatia sinestetica che scaturisce dalla tridimensionalità  e dall’accostamento, per non dire contrasto, tra la semplice e primordiale eleganza della terra grezza e la colorata e tecnologica pigmentazione fotografica.

Il processo creativo è lungo e articolato, il risultato solo parzialmente prevedibile e in ogni caso unico e irripetibile. Raccolgo le terre direttamente dai luoghi – orti, campagne e vigneti – dove si sviluppano i soggetti fotografici. La simbiosi terra/prodotto è identitaria (Geo-Identità),  ed è quindi imprescindibile l’uso dell’originale terra nativa.

Ciascuna terra ha poi bisogno di essere preparata, lavorata. Ma è soprattutto impastandole e poi plasmandole che le terre reagiscono conseguentemente alla loro composizione chimica, organolettica. Bisogna quindi cercare di addomesticarle, interpretandone le caratteristiche e tentando di ricondurle verso le proprie scelte creative. Terre di sofferenza frammentate come in un puzzle, terre tranquille e levigate o ruvide e aggressive, terre incise da graffiti, terre che si affiancano e si intersecano talora con asfalto e cemento, vetro, sabbia, conchiglie …. E una volta fissato tutto ciò dovrà rimanere inalterato nel tempo.

Da questo complicato processo nasce un bassorilievo stabile e resistente su cui andranno stampata le fotografie.
Anche questa seconda fase di lavoro è decisamente impegnativa, soprattutto per due motivi: si rende necessario l’uso forzato di media concepiti per stampe tipicamente planari e si deve tener conto dell’alto e diverso assorbimento caratteristico delle terre. Ho superato questi aspetti con una serie di alchimie e sperimentazioni non sempre pienamente riuscite ed i risultati sono stati diversi – e a volte sorprendenti perfino per me stesso – in ogni singola opera.

L’aspetto fotografico tendenzialmente si può ricondurre a una ricerca di astrattismi naturali, tagli minimali e generoso uso di controluce.

Proverò a raccontarvi come è nata “metamorfosi@Radicchio di Treviso Rosso Tardivo IGP” per farvi capire il mio approccio a questo tipo di lavoro.
L’immaginario personale mi ha inizialmente portato a cercare  e realizzare 12 scatti fotografici di foglie di radicchio, tutti close up con inquadratura simile.

Ho ricomposto poi le immagini in un’unica sequenza temporale in modo da raccontare l’intera vita e l’evoluzione cromatica delle piante di radicchio, dal verde di luglio – dopo la piantumazione – al rosso con costa bianca di dicembre tipico del radicchio che arriva in tavola.
Inizialmente ho stampato quest’opera su tela, dopodiché ho deciso di dar vita alla monumentale Orto-Grafia “metamorfosi@Radicchio di Treviso Rosso Tardivo IGP”: una fotografia di 3 metri di lunghezza e 44 chilogrammi di peso..

 E infine ho voluto certificare l’origine del prodotto e l’autenticità della terra
inserendo sul fronte dell’Orto-Grafia una targhetta di bronzo autografa.