L’ATTIMO FUGGENTE, FIORI NELLA TEMPESTA
Un basso fondale all’imboccatura di un grande canale e la piccola base solida di un muretto di contenimento lagunare. In questo luogo le acque continuamente si rimescolano a seguito delle onde generate dal ravvicinato passaggio di barche, nonché da flussi di marea particolarmente energici. Non è un caso che proprio in queste turbinose acque abbia fissato dimora uno splendido giardino fiorito. I colorati spirografi (Sabella spallanzanii, Policheti), sembrano fiori ma sono anellidi ovvero vermi che vivono dentro un tubo pergamenaceo di cui vediamo solo il variopinto ciuffo branchiale con cui respirano e catturano il cibo in sospensione (particelle organiche e plancton). In questa immagine ho avuto la fortuna di catturare, in una sorta di sequenza, un tubicino in cui l’animale è completamente retratto, uno in cui il ciuffo si affaccia appena, uno in cui è mediamente fuoriuscito e un paio in cui due esemplari di diverso colore hanno completamente estroflesso i loro pennacchi. Splendidi fluttuanti fiori, efficaci trappole per la cattura del cibo in queste turbolente acque salmastre ricche di sospensione che l’uso deliberato del flash, quasi frontale, mi ha consentito di evidenziare come una sorta di tempesta. L’apparecchiatura fotografica era contenuta in una grande scatola (anfibia, non stagna) di acciaio inox con una parete di vetro (autocostruita) che io reggevo a mano grazie a due maniglie. Un grande e luminoso monitor remotizzato e fissato sulla parte superiore emersa mi consentiva di controllare inquadratura e scatto mentre mi spostavo in acqua grazie all’uso di stivaloni alti fino al petto.
